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Avventura a Roma

4 ago 2022
Tempo di lettura: 3 min

È difficile per noi persone che abbiamo problemi di ansia e di attacchi di panico o girare sui mezzi pubblici. Molto spesso lo è per il semplice fatto di correre il rischio di stare male davanti a tutti.

Questo però non ci impedisce di viaggiare, anche se, molto spesso, ci mette in difficoltà.

Io dopo tanto tempo ho finalmente intrapreso un viaggio in treno, mezzo che non prendevo più da tanti anni e che onestamente mi è sempre piaciuto. Purtroppo questo viaggio non me lo sono goduto appieno, al contrario è stato sintomo per me di forte stress sia all'andata che al ritorno e anche durante la mia permanenza.

Stavo viaggiando verso Roma per partecipare alla premiazione di un concorso per cui ero stata contattata con la mera illusione di essere tra i finalisti. O forse era solo una stupida speranza. Ero molto in ansia per questo concorso non credo che sperassi di vincere, mi era sufficiente essere lì per un motivo e questo complicava di più il viaggio in treno. L’aspettativa.

Anche se presi lo xanax del mattino, l'ansia era quella che prendeva il petto, stringeva e non mollava più. Era quest'ansia che mi ha accolto fin dalla sera prima: la paura di non trovare un taxi, di perdere il treno. Eppure ci sono vari modi per calmarsi il mio è scrivere:

“ora sono a Firenze lo xanax delle 14 pare fare effetto ma lei, l'ansia, ancora mi fa compagnia. Con la mascherina non respiro ed è difficile regolarizzare l’inspirazione. Ho la musica a palla e il mio compagno a fianco, persone nella zona di Roma che potrebbero aiutarmi, ma non basta.

Il respiro e corto clima buono ma non basta, eppure tanto da essere grata e non crollerò.”

Questo è quello scrissi durante il viaggio in treno per tranquillizzarmi ma non fu sufficiente, dovetti infatti calcolare minuto per minuto il nostro arrivo a Roma e solo allora riuscii a calmarmi.

Scesa dal treno finalmente l'entusiasmo cominciò a farsi strada nel cuore e a darmi un po’ di speranza. Mi dissi sarà una bella serata comunque vada.

Eppure, quella sera, dopo aver compreso che coloro che erano tra i finalisti erano già stati chiamati, la delusione mi colpì il cuore, mi sentii presa in giro e l'umore calò avevo per errore anche saltato lo xanax delle 20.

Pur di godere quella sera fino all'ultimo, nonostante la presa in giro, perdemmo l'autobus che avevamo prenotato. Dovetti così spendere altri soldi per poter tornare a casa, soldi che in realtà non erano proprio i miei. Il senso di colpa mi assalì per tanti motivi: per i soldi spesi inutilmente, per aver un’altra volta illuso la mia povera mente di valere qualcosa, per aver convinto il mio compagno a perdere tempo accompagnandomi.

Rischiamo di perdere anche il secondo autobus del ritorno a causa di una mia dimenticanza. Le mascherine ffp2 e l’aver lasciato due dei vestiti più importanti che avevo nell'armadio a Roma.

Anche per questo il mio umore calo. Ero anche troppo stanca, non avevo tempo per sentirmi presa in giro, per sentirmi inutile, per sentirmi uno spreco di denaro.

Così tornammo nella nostra città, dormendo a tratti in autobus, in un sonno che era quasi veglia.

Poi il viaggio in macchina fino a casa e tutto sembrava essere finito non per il meglio ma almeno il più neutro possibile.

Il giorno dopo ebbi il crollo. Sentii tutto quanto. Sentivo il dolore, la delusione, la presa in giro, l'illusione che mi ero creata e piansi, piansi tanto, ma per poco tempo grazie a una semplice tecnica.

Lasciando che il mio compagno passasse la sua giornata più tranquilla possibile, mi abbracciai ad un cuscino e stetti a confortarmi col poco calore del tessuto in un falso abbraccio.

Dandomi consolazione da sola e come sempre chattando con un gruppo di persone che avevano i miei stessi problemi.

Finalmente avevo elaborato tutto. Avevo consumato il dolore, avevo esaurito il senso di colpa e mi sentivo vuota pronta per riempirmi di cose nuove, almeno di sollievo.

C'è un insegnamento in tutto questo.

A volte è semplicemente necessario starsi ad ascoltare e dare sfogo a ciò che sentiamo.

Altre volte bisogna resistere, perché se non lo facciamo potremmo scoppiare nel momento sbagliato con le persone sbagliate.

Resistere è stato tutto ciò di cui avevo bisogno, poi ho potuto essere completamente me stessa e crogiolarmi nel dolore.


olarmi di quel dolore.

 
 
 

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