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Dolce Soffrire

12 giu 2022
Tempo di lettura: 2 min

A volte capita di stare male e sentire un dolore fisico, una fitta continua che parte dal petto come se il cuore stesse per cedere. Sono i momenti in cui il dolore è più forte e incontrollabile, e ci sentiamo spezzare in due.

Altre volte capita di sentire un immenso vuoto e in quei momenti facciamo di tutto per riempirlo, c’è chi mangia, chi si immerge nel lavoro e chi semplicemente fissa il vuoto e soffre in silenzio. Ma nulla può riempirlo come ciò che ci manca realmente.

Il dolore ha tante forme ed a volte è anche bello crogiolarsi in esso perché siamo certi di poter sentire ancora qualcosa.

Il dolore mentale o fisico che sia ci ricorda che siamo vivi e quando si tratta di dolore emotivo ci ricorda che siamo ancora in grado di sentire e che siamo ancora come tutti gli altri; o forse più sensibili degli altri.

Quando sentiamo il dolore dolce è il momento più pericoloso, perché potremmo fare di tutto pur di sentire di più.

E quel di più può essere una semplice sigaretta che stordisce la mente per 5 minuti, può essere bere una bottiglia per sentirsi più leggeri ed è difficile resistere.

Ma è nostro preciso dovere in quei momenti resistere alla dolcezza del sentire.

In pochi potranno capire questa riflessione, ma sono certa che qualcuno mi capirà.

Questa volta non si tratta di una sfida come uscire dalla zona di confort, al contrario si tratta di restare nel nostro essere, nel momento presente senza farci travolgere da insane tentazioni.

E quelle tentazioni sono ovunque, dentro una penna acuminata, inserita in un rasoio, nella profondità di una bottiglia, nella morbidezza di una sciarpa.

Ma noi dobbiamo essere forti per noi stessi, solo noi possiamo fermarci. Perché quando siamo soli è la nostra forza di volontà a doverci frenare.

A me capita, e quando si tratta di riempire il vuoto con il cibo, me lo concedo, perché so che sto male e il cibo è uno strumento.

Ma nulla è più forte delle nostre medicine. Anche quelle sono strumenti e ci sono stati dati proprio per questi momenti.

Quando siamo più deboli, pensiamo che, non solo non siamo soli. Soprattutto ci sono stati dati strumenti e metodi per superare questi momenti.

Per questo che ora sono qui e scrivo per me, per voi, per tutti. Perché non siamo soli e c’è sempre un modo per uscire da queste situazioni.

Sta solo a noi scegliere di uscire dai brutti momenti nel modo più giusto.


 
 
 

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