Sollievo a Tirrenia
Dopo la depressione è difficile uscire dalla nostra confort zone. Eppure, è un passo che dobbiamo fare verso la guarigione. Uno dei miei tanti disagi è diventato quello di fare le cose in solitudine.
Fare la spesa da sola era diventato impossibile, pensare di andare da sola al negozio degli amici una presa in giro e andare fino ai bidoni della plastica per buttare la spazzatura un’impresa.
Con il giusto livello di dipendenza/indipendenza dalle persone si può comunque riuscire in queste imprese.
Per esempio, andando in negozi diversi in contemporanea e poi incontrarsi all’auto, fare il viaggio fino all’ufficio insieme e poi fare il proprio lavoro da soli o sfruttare la trasferta di un amico o del proprio compagno per fare una minivacanza.
L’ultimo è il caso che ho scelto di portarvi.
Tirrenia, bellissimo posto dove sono già stata e conosco le zone. Già in passato avevo trascorso un’intera giornata in solitudine godendomi il caldo, la spiaggia e il mare. Portandomi dietro, soldi, telefono e kindle.
Questa volta non è stato facile affrontare l’esperienza con serenità e la scusa del tempo non proprio bellissimo è stata la scusa perfetta per perdere la mattinata.
Nonostante il tempo perso a cercare un parrucchiere per mezza città ho passato come sempre il pranzo con il mio compag
no e lì è iniziata la psicoanalisi del problema.
Avevo tante paure, paura di essere del tutto sola, che ci fosse troppa gente, che qualcuno potesse derubarmi se mi allontanavo o di subire anche molestie o cosiddette attenzioni indesiderate.
Ma indovinate? Nulla di tutto ciò è successo.
Ho preso soldi contati e li ho messi nella cover del telefono, ho sempre lasciato cellulare e chiavi dell’auto nelle scarpe o sotto il telo. Nessun furto.
Mi sono cambiata usando il telo che avevo con me come gonna e usato diversi trucchi per non svelare le parti più intime. E nessuno mi guardava.
Nonostante fosse un giorno settimanale, c’erano coppie, famiglie, anziani e ragazzi che prendevano il sole. E ognuno si faceva i suoi affari
Temevo tante cose ed avevo paura che non mi sarei rilassata. Sì forse non è stato come quando si è in compagnia che si riesce a schiacciare un pisolino al sole, ma ho trascorso un ora di sport un cui mi sono divertita sfidando le onde.
Ebbene ho ringraziato il mio dio perché ero lì in quel momento.
Quello che posso dire di questa storia è che: Non facciamoci troppi pensieri, agiamo, rischiamo perché è anche probabile che non resteremo delusi.




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