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Paura in chiesa straniera

19 giu 2022
Tempo di lettura: 2 min

Per uscire dalla propria zona di confort non è sempre necessario fare tanti chilometri.

In questa esperienza vi racconto come sia riuscita a mantenere il controllo in una situazione dove tutto ciò che fai è sotto l’osservazione di altri, di estranei che hanno modi di vivere del tutto diversi.

Prima di tutto mi sembra giusto spiegare che non era la prima volta che andavo in un Gurdwara (la chiesa dei Sikh) e che come nella chiesa mussulmana la stanza viene divisa in due, una parte per gli uomini e una per le donne. In questa occasione di festa (…) ci è stato chiesto da degli amici di partecipare anche solo per poco. Quindi io, il mio compagno e suo fratello siamo andati al tempio.

Come era una volta per le nostre chiese si va vestiti in un certo modo, le spalle e le gambe coperte e le donne (ma anche gli uomini) si presentano con il capo coperto, in più ci si toglie le scarpe prima di entrare e si lavano le mani. Tutte abitudini che ricordavo appena.

Inoltre ad un certo punto si entra nella sala della preghiera separati, le donne a sinistra e gli uomini a destra. In quel momento quando sono entrata mi stava cogliendo l’ansia in modo esagerato. Essendo l’unica di origini diverse, sapevo che qualcuno mi avrebbe osservata o almeno la mia ansia era concentrata sul “attenta a quello che fai o potresti causare un problema”.

Quindi appena entrati nella sala grande io e la mia compagnia ci siamo dovuti separare e indovinate, le donne in fila per l’altare erano meno degli uomini, quindi sarei dovuta stare attenta alle altre donne per capire i prossimi passi da fare.

Nella mia testa girava un solo pensiero “Dio dei Sikh perdonami e fa sì che non ti rechi nessun insulto”. Mentre in un'altra parte del mio cervello pregavo il mio solo dio “Ti prego fa che vada tutto bene e non accada nulla di male”

Ma ce l’ho fatta, ho osservato, imitato quello che facevano all’altare le persone prima di me e mi sono subito tolta dall’attenzione.

Quando poi ho potuto sedermi nella zona delle donne l’ansia ancora mi governava nonostante fossi riuscita a cavarmela. Ero comunque in mezzo a tantissime persone pronte a giudicare ciò che facevo. Per fortuna ci allontanammo subito dalla zona di preghiera e tornammo fuori.

Dopo un mezz’ora al caldo afoso della città e al sole cocente mi ero finalmente ambientata a sufficienza, sta di fatto che nel momento in cui ho rifiutato un gelato nella loro lingua, tre persone si sono guardate e messe a ridere tra loro per lo stupore.

E sapete cosa è successo? Le ho beatamente mandate a quel paese sotto voce, anche se erano loro a insultare me.

Probabilmente penserete, non è giusto.

Bhe il mondo non è giusto e non bisogna mai dare corda agli stupidi o si finisce col farsi male.

Questo per dirvi, non facciamoci prendere dall’ansia, cerchiamo sempre di sentirci al sicuro portando qualcuno o qualcosa con noi, allora sarà solo questione di tempo e se vorrete di fede.

Allora sarete voi a trovarvi a giudicare gli altri mentre non sarete più voi i giudicati.


 
 
 

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